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Agenda Brasil 2016

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Come da tradizione dell’autunno milanese, con la rassegna Agenda Brasil è possibile gettare uno sguardo da Milano (città gemellata con San Paolo) sulle storie che raccontano nel gigante sudamericano. Certo, siamo troppo vicini a eventi che rischiano di innescare una radicale involuzione rispetto a cesure storiche e a una febbre di crescita che potevano sembrare consolidate e le testimonianze di questa quinta edizione di Agenda Brasil ancora non vi fanno esplicito riferimento.
Quello che non viene meno è il desiderio di rincorrere e presentare le narrazioni della sempre multiforme e riccamente problematica realtà brasiliana, cercando accenti nuovi o che reinterpretino le proposte delle passate edizioni.
Il purtroppo sempre presente tema della violenza nella vita quotidiana verrà così rivisitato con Mundo cão (Mondo Cane) di Marcos Jorge, regista che sarà presente alla rassegna e già apprezzato dal pubblico italiano per la grottesca acidità di Estomago, mentre il riso scorre irresistibile nella commedia Jules e Dolores di Caito Ortiz, ispirata al furto della Coppa Rimet nel 1983 e mescolato invece a dramma e tenerezza nel racconto di formazione Big Jato, di Claudio Assis. Il corpo, la morte e la follia sono al centro di Nise, o coração da loucura (Nise, il cuore della pazzia) biopic sul tema dell’istituzione manicomiale, e dell’angosciante, visivamente prezioso Clarisse ou alguma coisa sobre nós dois (Clarisse o qualcosa su noi due) di Petrus Cariry, che scarnifica i legami primari; toni di poetica e magica levità contraddistinguono invece il mondo del circo nella Familia Dionti, di Alan Minas. A un orizzonte non solo brasiliano, ma più ampiamente lusofono va riportato Estive em Lisboa e lembrei de você, (Sono stato a Lisbona e ho pensato a te) con il regista, il portoghese José Barahona: una trasposizione del testo di Luiz Ruffato, tra i più significativi odierni scrittori brasiliani, con uno straniante viaggio a ritroso nel Vecchio Continente; confermata anche la presenza di Léa Teixeira, direttrice del FESTin di Lisbona, di cui verrà presentata una selezione di cortometraggi provenienti dai Paesi di ambito linguistico portoghese. Inoltre il dovuto omaggio, nell’anno della sua scomparsa, a Hector Babenco, naturalizzatosi in quello che riteneva il Paese “più interessante e contradditorio del Sud America”, con la riproposta de Il bacio della donna ragno e di Carandiru, film anche questo con il carcere come palcoscenico, ma più specificamente brasiliano rispetto al primo. In apertura, la riscoperta sullo schermo, dell’ascesa e rovinosa caduta del “re” della Rio beat/pop anni ’60 Wilson Simonal. Per i piccoli, un’avventura in foresta con Rio II – Missione Amazzonia.
Cinema, musica dal vivo, letteratura: voci dal Brasile.

Marco Palazzini