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Capitães da areia – scheda

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Capitães da Areia / 2011 (96’)
Regia: Cecília Amado, Guy Gonçalves
Sceneggiatura: Cecília Amado, Hilton Lacerda
Produzione: Cecília Amado, Guy Gonçalves – Lagoa Cultural, Maga Filmes
Fotografia: Guy Gonçalves
Musica: Carlinhos Brown
Interpreti: Jean Luis Amorim, Ana Graciela, Roberio Lima, Israel Gouvea

Affrontare un testo letterario è sempre operazione carica di significati (e pericoli) per un regista, nel caso si tratti di un classico molto amato dai lettori brasiliani e dacché è la nipote dell’autore considerato nume tutelare della letteratura brasiliana in patria e forse ancor più all’estero, le cose rischiano di complicarsi ulteriormente. Stiamo parlando di Jorge Amado e della di lui nipote Cecília, che con Guy Gonçalves ha portato sullo schermo il romanzo Capitães da Areia (1937).
Diciamo subito che la scelta registica è stata al contempo prudente e coraggiosa. Si è infatti deciso di non trasporre integralmente la voluminosa compagine del testo, preferendo affrontarlo con una certa libertà (come si vede dall’analisi intertestuale della costruzione temporale della vicenda), sezionando dal corpo principale della storia quelle di Pedro “Proiettile” e Dora (da molta critica riportati alle figure di Peter Pan e Wendy), del “Professore” e del “Gatto”. Mantenuto ovviamente il tema portante dei ragazzi di strada, attuale ora come allora, si è quindi dato ampio spazio ai fiori sentimentali e (castamente) erotici che sbocciano dal tronco della narrazione. Magari diluendo il tema politico-sociale affermato più volte nel romanzo, dove la connessione tra l’insopprimibile istinto di libertà dei “capitani della spiaggia” e il senso di vendetta che deve sfociare nella lotta per l’emancipazione di tutti i diseredati, viene più volte ricordata . Oppure sacrificando il peso di altri personaggi, su tutti “Gamba Zoppa” con il suo dilacerante conflitto tra rancorosa e ostentata (apparente) cattiveria e bisogno di tenerezza (esigenza primaria di tutti questi ragazzi). Non scontato invece il fatto che sia stato scelto di raccontare attraverso immagini e dialoghi, senza ricorrere alla voce over, il mondo rappresentato, cosa tanto più difficile in quanto il narratore onnisciente ha nel testo una funzione decisiva. I ragazzi che hanno partecipato al film non sono attori professionisti, ma sono stati selezionati a partire da un gruppo di 1200 coinvolti in progetti di ONG: a loro il compito di impersonare “i padroni della città, quelli che meglio la conoscono, quelli che l’amano senza riserve, i suoi poeti”. Ovviamente poi Bahia, “negra e religiosa, quasi altrettanto misteriosa che il mare smeraldino”. Qui fondamentale è stato il ruolo della ricostruzione ambientale e della fotografia, quest’ultima curata dallo stesso co-regista Guy Gonçalves. Tra i credits infine, una stella di prima grandezza come Carlinhos Brown, con una colonna sonora votata ad accompagnare situazioni e snodi dell’azione.

Marco Palazzini