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@Rio365 mostra fotografica digitale

MOSTRA FOTOGRAFICA RIO365

@Rio 365
Il primo documentario di una città prodotto via Instagram

Andre Galhardo

Il progetto @Rio365 è stato lanciato nell’ottobre 2012 e chiuso nel settembre 2013.
Il risultato è il primo documentario della città di Rio de Janeiro una tra le città più fotografate del pianeta, prodotto collaborativamente attraverso Instagram, una rete sociale di condivisione d’immagini.
In passato Rio poteva contare su servizi fotografici dei maestri Marc Ferrez e Augusto Malta per immortalare i suoi paesaggi, i suoi abitanti, la sua cultura.
Ma oggi, chi poteva fare questo con più autorità delle persone che circolano per tutta la città cliccando e dividendo quotidianamente migliaia di foto?
Fotografare è diventata un’attività comune, incorporata alla cultura e al quotidiano di tutti i segmenti della società. Quando lo scenario della nostra vita è Rio de Janeiro e non ci manca mai una macchina fotografica in tasca, inizia un nuovo modo di agire.
All’improvviso non basta più solo fotografare, bisogna migliorarsi. Sperimentare, sbagliare, indovinare, imparare. Siamo tutti influenzabili e influenzatori, come se dividessimo in qualche modo un grande e virtuale atelier collettivo.
Per quanto irresistibile sia fotografare un tramonto, vogliamo scoprire nuovi angoli e percorriamo quella stessa strada che conosciamo da anni con il radar acceso, l’occhio attento che contraddistingue i fotografi esperti. Cresciamo anche come cittadini, perché iniziamo a conoscere la città più in profondità, a osservarla, a scoprirla.
Ecco, la sfida di @Rio365 era organizzare e motivare questo esercito di fotografi – amatoriali e professionisti, cariocas, brasiliani e anche stranieri – e mostrare quello che scoprivano per le vie della città, condividendo generosamente la loro produzione con il nostro progetto.
La soluzione è stata quella di organizzare una specie di “gioco fotografico”, creando un progetto con 52 “missioni” settimanali con temi rilevanti e provocatori sulla città.
Ciascuna missione durava una settimana, regole specifiche e una tag propria per organizzare ciascun tema in una galleria specifica, sempre aperta a tutti.
Molto importante: il criterio di selezione è sempre stato definito da una commissione di curatori scelta per promuovere ciascuna missione e selezionare le 7 foto che riassumevano il tema proposto nel miglior modo possibile.
Non importava il maggior numero di “like” ricevuti. Per queste commissioni abbiamo sempre scelto persone di varia cultura – arte, design, musica, sport – che avessero in comune l’identificazione con Rio e, ovviamente, usassero Instagram.
Definito il contesto, bisognava creare un piccolo testo critico per ciascuna immagine che contestualizzasse le scelte della commissione. Nella settimana successiva, mentre una nuova “missione” si sviluppava, una foto era selezionata e pubblicata tutti i giorni, su Instagram e anche nelle reti ausiliarie al progetto – Facebook, Twitter e Tumblr.
Questa routine è stata svolta da un numero sempre crescente di partecipanti. Centomila foto taggate da più di sei mila persone e 365 immagini selezionate da 36 curatori, con circa 115.00 “likes” e 16.500 commenti (anche quelli polemici), registrati durante la giornata.
Il processo di produzione di @Rio365 non poteva però rimanere confinato al mondo virtuale. Abbiamo promosso incontri ogni due mesi per scambiarci esperienze dal vivo, discutere, portare amicizie virtuali nel mondo reale. E anche consegnare sei iPad agli autori delle migliori foto per ciascun bimestre, eletti dalla commissione dei curatori.
Mentre sviluppavamo il progetto, pensavamo che i premi fossero fondamentali per coinvolgere il pubblico. Siamo stati felici di scoprire che la vera motivazione dei partecipanti era far parte di un progetto che li avrebbe fatti sentire parte della storia di Rio.

E non avevano nemmeno idea che avrebbero partecipato ad un evento come Agenda Brasil a Milano.
Molte grazie a tutti.

 

Andre Galhardo
Ideazione e Direzione Generale