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Trinta – scheda

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Trinta / 2014 (92’)
Regia: Paulo Machline
Sceneggiatura: Claudio Galperin, Paulo Machline, Felipe Sholl, Mauricio Zacharias
Produzione: Paulo Machline, Joana Mariani, Matias Mariani) – Primo Filmes, Fox International Productions (coproduzione)
Fotografia: Lito Mendes da Rocha
Musica: André Abujamra
Interpreti: Matheus Nachtergaele, Fabrício Boliveira, Paolla Oliveira, Milhem Cortaz, Augusto Madeira, Marco Ricca

Joãosinho Trinta in Brasile è stato un mito, colui che ha rivoluzionato il modo di sfilare del Carnevale di Rio: come direttore vinse 8 edizioni, quella del 1989 è stata giudicata la migliore di sempre. Però quello che si sapeva di lui era strettamente connesso al suo ruolo pubblico, legato al Carnevale; quasi nulla vi era di scritto. Da questa assenza è partito nel 2002 Paulo Machline, regista che ha sempre posto al centro della sua attenzione la cultura popolare brasiliana, da egli stesso sintetizza nel trinomio Carnevale, Telenovelas e Calcio (del 1998 è Uma história de futebol, documentario su Pelé che ha ricevuto una nomination quale miglior cortometraggio). La ricerca lo ha portato a mesi di vicinanza assoluta a Joãosinho, sfociati nel documentario A Raça (2009), ma il regista ha sentito l’esigenza di dar forma drammatica al materiale raccolto. Nasce così questo biopic, opera biografica certo, ma che non ripercorre in toto la vita del protagonista e ne ritaglia piuttosto una parte, a partire da una precisa scelta registica. Attraverso una narrazione che in un racconto lineare incastona flashback, si scopre la parabola di un travet che guarda ben oltre l’orizzonte dell’ufficio, viene accettato nel corpo di ballo del Teatro di Rio e, a partire da un ruolo di decoratore, si trova inaspettatamente a dirigere la parata del 1974 di una scuola di samba, gettando in questa sfiancante prova tutto se stesso e le sue competenze organizzative e artistiche. Dopo, le sfilate di Carnevale non saranno più le stesse. Se in questo film vi è anche la volontà di rintracciare la storia dell’uomo Joãosinho Trinta dietro il suo volto pubblico, è però significativo che l’opera sia costruita secondo i modi del racconto mitico e fiabesco, con il protagonista che deve superare le canoniche prove (incomprensioni e conflitti con gli altri, proprie frustrazioni e fantasmi, fino all’incidente che può far perdere tutto), trovando nella sapienza e nelle leggende ancestrali (tema dell’origine) il sapere e la forza decisivi per seguire la propria vocazione fino al successo. Così, in un’opera che volge gli occhi ai modi delle telenovelas, Machline insegue la sua antica ambizione: unire retroterra classico e anima della cultura popolare. Come Joãosinho Trinta, ci dice questo film.

Marco Palazzini