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A História da Eternitade – 2014 (120’)

 Regia: Camilo Cavalcante

Sceneggiatura: Camilo Cavalcante

Produzione: Aurora Cinema e República Pureza Filmes

Fotografia: Beto Martins

Musica: Zbigniew Preisner

Interpreti: Zezita de Matos, Marcélia Cartaxo, Irandhir Santos, Cláudio Jaborandy, Débora Ingrid, Maxwell Nascimento

 In un Brasile remoto atemporale, le inquadrature mostrano il paesaggio brullo del Nordeste (dalle parti di Petrolina), con al centro un pugno di case, pochi abitanti e solo un telefono per tutto il villaggio. È un luogo quasi metafisico, palcoscenico dove va in scena una storia di “amore, desideri e sogni” che presto assume le forme, i tempi dilatati e la fatalità del mito.

La narrazione è decantata e si dipana secondo un ritmo sospeso e necessario, intersecando tre storie, protagonisti di ciascuna una donna, una diversa età della vita e un amore. E se differenti possono essere le vicende, Camilo Cavalcante ne evidenzia con rigore quasi geometrico incroci e simmetrie, i tratti comuni e universali, con la macchina da presa che trapassa dall’una all’altra, quasi senza soluzione di continuità, nel momento della loro convergente, effimera realizzazione: amore come prendersi cura e come inevitabile perdita, che comunque lascia eredità interiori decisive.

Lunghi silenzi e accenni di accordi musicali che generano sospensione caratterizzano questo film, nel quale si alternano il buio della notte e di interni chiusi (uno dei dichiarati riferimenti è la pittura di Caravaggio) ad aperture paesistiche abbacinanti, con spazi che si contraggono in campi medio-lunghi a identificare luoghi fotografati con colori terrosi. Senza il timore di ricorrere a simboli elementari ed eterni, quasi desemantizzati ma che qui acquistano una nuova grazia. L’acqua coi suoi correlati ricorrente su tutti: acqua come vastità infinita dell’Oceano, come tempesta che annuncia il climax della narrazione e come rigagnolo che indica l’avvenuta catarsi; acqua offerta in un bicchiere e bicchieri che circoscrivono e imprigionano in uno stallo la vita; abluzioni che non riescono a purificare la propria disperazione e reti da pesca che diventano mantelli magici.

Marco Palazzini

Film in programma il 8 luglio 2022 – Cineteca Milano Arlecchino.