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Gonzaga, de Pai para Filho / 2012 (120’)

Regia: Breno Silveira

Sceneggiatura: Patrícia Andrade

Produzione: Eliana Soárez, Breno Silveira

Fotografia: Adrian Teijido

Musica: Berna Ceppas

Interpreti: Adélio Lima, Chambinho do Acordeon, Heslander Viera

Film che ad uno sguardo distratto può sembrare appartenere in toto al genere musicale, le motivazioni di Bruno Silveira sono in realtà più complesse. Certo, vi sono canzoni e brani di concerto, ma la musica è piuttosto un mood diffuso e funzionale al plot, che riprende la storia di Luiz Gonzaga, il “Re del Baião”. Non si tratta però nemmeno di una classica biografia, perché se è vero che il contenuto informativo rende nota la parabola di questo musicista di straordinario successo in Brasile (200 dischi incisi e 30 milioni di copie vendute), Silveira chiarisce fin dal titolo la prospettiva per leggere il film, quella del difficile legame tra Gonzaga ed il figlio Gonzaguinha, anche lui musicista di grande importanza.

Di qui le intersezioni di piani temporali in cui si articola la narrazione, riconducibili a tre snodi principali (con inserti minori): un Gonzaguinha perplesso sull’identità paterna (e propria) riascolta le registrazioni fatte anni prima da Luiz nel momento in cui, dopo anni di distanza, hanno avuto un ruolo decisivo per la ricostruzione di un rapporto quasi mai esistito e segnato dall’abbandono (spesso emotivo). È questo il punto di partenza per il racconto in lunghi flashback che Luiz Gonzaga fa della propria vita (nucleo narrativo), dove Silveira adotta – slittando dal ricordo soggettivo ad un piano almeno apparentemente oggettivo, con l’uso di materiali d’archivio – un linguaggio narrativo tradizionale, che a volte pare sconfinare nello sceneggiato. Vi è quindi l’incontro di un padre e un figlio, ma anche di due musicisti, anche se vero che della musica di Gonzaguinha (molto diversa da quella di Luiz) non ci si sofferma più di tanto.

E’ sulla musica popolare nordestina (con i suoi strumenti e gli abiti di scena) che il film apre una finestra, soprattutto per un pubblico che voglia uscire dalla tradizionale equazione: Brasile uguale samba, bossa nova, MPB. Decisiva in questo senso è la scelta di Gonzaga di proporre a Rio la propria musica, dove i ritmi del baião erano sconosciuti e dove gli era piuttosto richiesta l’esecuzione di tanghi, valzer e fado: la scena in cui, con un montaggio parallelo, la sua musica conquista e spinge irresistibilmente a ballare, tanto per strada che nello studio televisivo di Ary Barroso (l’autore di Brazil…), mostra più di tanti proclami come Gonzaga abbia saputo dare voce alla parte dimenticata del Brasile. Parola di Gonzaguinha.

Marco Palazzini

Film in programma il 6 luglio 2022 – Cineteca Milano Arlecchino.